Ci sono problemi che nella gestione di un Ente – in questo caso il comune di Potenza – sono appannaggio della funzione tecnica in ragione delle competenze necessarie ad affrontarli, in ragione delle esigenze che di volta in volta dovessero palesarsi o delle richieste che dovessero emergere (eventi imprevisti e/o segnalazioni dei cittadini).
Alla funzione politica, se non prendiamo un abbaglio, è demandato l’indirizzo e la eventuale individuazione delle priorità all’interno di un programma di consiliatura che evidentemente, approvato dai cittadini elettori, resta quale vincolo di mandato per Giunta e Consiglio. A quest’ultima funzione può essere attribuita anche la responsabilità della verifica delle operazioni, degli interventi, dei programmi nella loro attuazione dal punto di vista della efficacia – della capacità cioè di risolvere e soddisfare problemi ed esigenze che avevano giustificato l’impiego di risorse pubbliche (uomini, competenze, strumenti e soldi) – e della efficienza – cioè della capacità di dare risposte, ovvero di realizzare opere e programmi, tenendo presenti il peso dei problemi sui quali si decide di intervenire o della complessità delle opere che si vogliono realizzare, nel tempo più breve possibile, con la migliore utilizzazione degli strumenti e delle risorse disponibili, e della loro proiezione nel tempo.
Tanto premesso, ciò che colpisce il lettore dell’articolo, prima ancora del testo, sono le foto, in particolare quella che rappresenta – ad honor del vero, cioè di quanto poi viene dichiarato – l’effettiva testimonianza dell’avvenuto sopralluogo dell’Assessore e del Consigliere. Ma a quale titolo? Se l’obbiettivo del sopralluogo era la verifica dello stato delle opere, sarebbe stato logico che fosse stato effettuato anche con la collaborazione dei tecnici del Comune. L’Assessore, il Consigliere possono vantare qualche competenza specifica in questo campo? Oltre a rivestire funzioni politiche di indirizzo, svolgono anche funzioni tecniche di valutazione ed analisi delle problematiche che ad essi sono rappresentate, sollecitate, reclamate a soluzione dai loro concittadini?
Si dirà che non è necessario un interprete per comprendere lo stato delle cose: è sufficiente dare un’occhiata alla seconda foto per rendersi conto dello “stato in cui versa la strada”, ma il dubbio resta, se si legge l’articolo, in particolare lì dove si dichiara che “dobbiamo verificare se la frana in Via Aria Silvana è dovuta all’incuria dei residenti e all’occlusione dei canali di scolo o se è stata causata dal cedimento del manto stradale”. Forse, e probabilmente ci sbagliamo, se i nostri due protagonisti fossero stati accompagnati dai tecnici comunali, avrebbero saputo da questi che, generalmente, non c’è cedimento del manto stradale così ampio e per tale percorrenza, se non c’è una frana in atto. Forse, sarebbe stato sufficiente – ad un tecnico – abbassare il punto di osservazione del fenomeno per rendersi conto che sotto i piedi dei due esploratori c’è il vuoto, invitandoli ad allontanarsi, ed evitando quegli stessi rischi che ogni giorno corrono i passanti e gli automobilisti che sono obbligati a percorre quella strada.
Certo, poi c’è una sorta di excusatio non petita (una scusa non richiesta) che chiarisce ancora meglio le ragioni delle osservazioni riportate nell’articolo a giustificazione delle odierne perplessità e precisazioni: “L’ultimo intervento tampone di ripristino del manto stradale risale a diversi anni fa, dopodichè il nulla”
Come a dire che non c’è una responsabilità diretta – si intende, della Amministrazione attuale - nella situazione odierna di degrado. Eppure ci troviamo di fronte a due rappresentati – autorevoli – di una amministrazione che governa la città da circa quattro anni, che ha più volte ricevuto segnalazioni e richieste di intervento da parte dei residenti, i quali hanno a suo tempo – il 31 agosto 2020 - chiarito al Sindaco e a gran parte della Giunta in un incontro tenutosi a Cozzale, che era necessario dedicare interventi straordinari non tanto, e non solo, nella chiusura delle buche, quanto nell’affrontare il dissesto idrogeologico che colpisce il territorio di Aria Silvana e di quasi tutte le aree rurali di Potenza, e le cause che lo generano.
Come a dire anche che, se finora questa responsabilità diretta non c’è stata, l’Assessore , la rivendica per l’oggi e per il futuro, viste le conclusioni alle quali perviene, dichiarando che “Provvederò anche alla riparazione delle buche presenti…non appena appalterò nuovi lavori di ripristino del manto stradale nelle vicinanze” (chissà quale è il metro di misura del tempo – “non appena appalterò” – e della distanza – “nelle vicinanze” - ) e il problema della frana, della ordinaria e straordinaria manutenzione, degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico, sono risolti.
Ovviamente, è “assodato che l’Amministrazione comunale tutta (è)…sempre a disposizione dei cittadini”
Nel frattempo, la Associazione Aria Silvana è ancora in attesa di una risposta scritta, come richiesto nell’ultima nota inviata via PEC all’Assessore da oltre un mese, proprio sulla questione delle condizioni della strada. Alla Associazione, a questo punto, non resta che sottoscrivere una convenzione con alcuni meccanici e gommisti della città per abbattere i costi di riparazione delle autovetture dei propri associati, ma sulla pazienza di questi ultimi, l’Assessore sarebbe meglio non confidasse oltre.
Se c’è una speranza, come conclude l’articolo, i residenti non confidano certo (solo) “sulla considerazione e in qualche risposta in più rispetto al passato”.
