Il progetto
A chi si rivolge La Voce delle Contrade?
Quali occhi vuole incuriosire?
Quali bocche vuole coinvolgere in un dialogo che possa arricchire tutti gli interlocutori?
Parleremo delle nostre contrade, di una quotidianità che sempre più dobbiamo valorizzare condividendone i problemi ma soprattutto le speranze.
Da questo sito non si alzeranno lamentele ma si elaboreranno proposte: ogni disagio e ogni negatività vanno trasformati in opportunità per migliorare, per andare avanti, per crescere.
Non chiediamo agli altri di risolvere i nostri problemi, ma siamo consapevoli che abbiamo bisogno dell’aiuto di tante persone, anche di quanti vivono molto lontano da noi, le quali possono consigliarci perché le nostre esperienze, per quanto vissute in situazioni e in condizioni diverse, hanno tanto in comune.
Sono queste le pratiche che si definiscono mutualità, e qui non ci possono essere limiti o confini perché anche il casolare più sperduto nelle vicinanze di un bosco fa parte del Pianeta Terra, e se un focolaio di guerra si accende a ventimila chilometri di distanza prima o poi vedrà coinvolti in qualche modo anche noi.
Questo sito non sarà in nessun caso il luogo dove si parla di tutto per non concludere niente.
Abbiamo bisogno di concretezza, e più si pensa alto e più si opera bene nel piccolo ambito che si è scelto come terreno di intervento.
Non abbiamo la forza di cambiare in meglio questo Mondo, anche se è un nostro auspicio e una nostra speranza. Però almeno la città di Potenza è alla nostra portata: possiamo e dobbiamo dare una mano per rigenerarla e renderla vivibile.
Siamo convinti che le campagne sono la forza del cambiamento per Potenza, non soltanto assunta quale entità amministrativa ma soprattutto come bacino di interscambio e di relazioni che ingloba i comuni che la circondano.
Se non acquisiamo la coscienza di questa dimensione strategica finiremo con il logorarci nelle infinite emergenze.
Anche fare i conti con una stradina interpoderale richiede lungimiranza; procedere per interventi estemporanei senza avere un’idea di che si sta facendo e come sarà utile domani, non ci porta da nessuna parte e il tempo ci presenterà il conto con interessi molto salati.
Ci risparmiamo di fare l’elenco dei nostri possibili interlocutori. Sono tutti, o quanto meno tutti quelli che non si sono arresi al destino cinico e baro e ancora hanno la voglia e la forza di coniugare i verbi facendo uso del tempo futuro.